mercoledì 21 novembre 2007

Consigli di sopravvivenza


Come sarà l’apice della terza guerra mondiale, nessuno può ancora dirlo. Allo stato attuale sappiamo che si sta combattendo in diverse parti del mondo una guerra asimmetrica, di intensità variabile. Sappiamo che il petrolio e gli altri combustibili fossili del pianeta sono prossimi al picco di Hubbert, se non lo hanno già raggiunto. D’ora in avanti ci sarà sempre meno energia per tutti, a prezzi via via più alti. Gli eserciti moderni consumano un fiume di petrolio, mentre centrali, industria ed trasporti assorbono la restante parte. Deviare i flussi di greggio verso l’occidente, strozzando Cina ed India sarebbe come fare harakiri per il capitalismo globale, che ha delocalizzato in questi paesi la maggior parte della produzione mondiale di merci. Dunque la crisi finale non avverrà a causa di contese per l’oro nero, piuttosto per il collasso dell’economia dell’impero ed, in conseguenza, di tutto il capitalismo globale. Con la crisi economica si verificheranno tumulti e rivolte in molte parti del pianeta, i popoli diverranno facile preda di fanatici integralisti e guerrafondai. In breve tempo si avranno conflitti a catena, con l’uso anche di armi atomiche. L’umanità si comporterà allora come quei naufraghi che si scannano a vicenda per sopravvivere più a lungo con le poche scorte, indifferenti alla sorte della scialuppa.

Qualcuno sopravvivrà alla carneficina? Spero proprio di si. Ovviamente non saranno coloro colpiti direttamente dai bombardamenti atomici, né quelli che si troveranno sui teatri di guerra e nelle grandi città (e ad oggi, più di metà della popolazione terrestre vive nelle città). Pertanto,

Consiglio n° 1: allontanarsi dalle città, e trasferirsi in un piccolo centro di provincia, distante da installazioni militari di una certa rilevanza.

Consiglio n° 2: rendersi più autosufficienti possibile per ciò che riguarda la produzione di energia elettrica (con pannelli fotovoltaici o turbine eoliche) e di cibo (coltivando un orto, possibilmente in serra, ed allevando piccoli animali, come polli, conigli e api). Se possibile disporre di un proprio pozzo per l’acqua potabile, altrimenti procurarsi dei filtri potabilizzatori. Isolare bene la casa.

Consiglio n° 3: fare scorte di carburante e procurarsi delle biciclette. Fare scorta altresì di sapone, farina, olio, sale, zucchero ed altro cibo a lunga conservazione. Conservate delle sementi.

Consiglio n° 4: imparate a riciclare il più possibile e conservate scarpe, indumenti e coperte vecchie.

Consiglio n° 5: procurarsi il maggior numero di attrezzi agricoli (manuali), oltre ad utensili meccanici e recipienti capaci. Dotarsi di un contatore Geiger (costa meno di 100 euro), torce e scorta di batterie.

Consiglio n° 6: approntare un rifugio d’emergenza, in un locale interrato come ad esempio una cantina, verificando la possibilità di sigillarlo con nastro adesivo, silicone e quant’altro.

Consiglio n° 7: se possibile, armarsi e non aprire agli sconosciuti quando scoppierà il caos.

Una volta esplose le prime testate in giro per il mondo, cessate di consumare latte, latticini e verdure fresche, fate scorta di acqua potabile. Verificate ogni giorno la radioattività ambientale e dell’acqua, ascoltate i notiziari, consultate internet (finché possibile).

Se l’esplosione è avvenuta vicino (tanto da sentire il boato e vedere il fungo in lontananza), sigillatevi nel rifugio ed uscite solo dopo il fall-out radioattivo. Attendete qualche giorno prima di uscire all’aperto e gettate via gli indumenti e le scarpe prima di rientrare. Controllate la radioattività all’interno del rifugio e, nel caso superi la soglia di tolleranza, usate l’auto ben sigillata e le scorte di carburante per abbandonare la zona, ma mai durante il fall-out. Copritevi il più possibile, usate occhiali e passamontagna per stare all’aperto. Regolatevi con la direzione del vento per decidere dove fuggire, il vento trasporta le particelle radioattive.

Naturalmente una piccola comunità ha molte più probabilità di sopravvivere del singolo individuo isolato, per cui sarà fondamentale trovarsi inseriti in consolidate comunità locali. Sempre che una fuga in massa dalle grandi città a causa di disordini e crisi economica non le travolga prima.

In conclusione, prepariamoci ad anni molto duri, in cui il mondo e la civiltà, così come li conosciamo finora, cambieranno drammaticamente e profondamente.

Un ultimo consiglio: fate scorta di libri, giacché internet e TV cesseranno di funzionare per un po’.

3 commenti:

TimeTravel_O ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
TimeTravel_O ha detto...

Bhe, si. Direi che queste precauzioni sono piuttosto giuste. Il fatto e che non sappiamo le loro mosse e i loro tipi di attacco quindi non sempre rispettare queste regole può essere giusto. Ex: Tu dici di nascondersi in campagne e centri poco abitati ma metti che loro sapendo che in quel posto c'è poca gente nemica creano delle trincee e dei campi militari in modo di colonizzare quel territorio, In quel caso come fai a scappare sapendo di essere in un campo militare nemico?! Diventerebbe un' assurdità saresti in territorio nemico e sarai automaticamente un prigioniero di guerra.

Anonimo ha detto...

Queste sono precauzioni ben studiate e una buona linea di riferimento.
Tuttavia è necessario ribadire che questi consigli vanno adattati ai popolo presi d'assalto.
Una persona che desidera salvare se stesso e gli altri, non può accontentarsi di protocolli anti-nucleare rivalutati e collaudati, NO!!! L'individuo deve assumersi la piena responsabilità delle scelte che farà per il suo futuro, della preparazione fisica e mentale che dovrà affrontare, una vasta cultura sui campi che comprendono la guerra e la pace, le dinamiche sociali fra le persone, le Leggi fisiche che governano il mondo,eccetera.

Per concludere, c'è una certa sicurezza che la terza guerra mondiale possa restare solo un'potesi perché esistono nel mondo popolazioni che hanno ancora il potere d'influenzare il corso degli avvenimenti, parlo della grande gente comune che ha il desiderio della pace globale.